Il settore delle costruzioni si avvicina alla fine del 2026 con segnali di fiducia, ma anche con alcune sfide da affrontare. Per le imprese edili, il tema non è soltanto mantenere il portafoglio ordini, ma prepararsi a un mercato che, dopo la stagione degli investimenti legati al PNRR, richiederà nuove strategie, maggiore efficienza e capacità di innovare.
Secondo l’Osservatorio SAIE-Nomisma, presentato a ottobre, il 66% delle imprese della filiera considera adeguato il proprio portafoglio ordini e il 36% prevede di chiudere l’anno con ricavi in crescita. Un quadro positivo, seppure accompagnato da prudenza sui costi, sulle prospettive economiche e sulla disponibilità di personale qualificato.
Costruttori, ordini e margini: la crescita non basta
Per le imprese di costruzione, avere lavoro non significa necessariamente avere redditività. L’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, indicato come principale fattore di rischio dal 55% delle aziende intervistate, continua a mettere sotto pressione i margini.
A questo si aggiungono gli oneri burocratici e la difficoltà di reperire lavoratori con competenze adeguate. Sono fattori che rendono sempre più importante la capacità di pianificare i cantieri, controllare i costi e organizzare le risorse.
La sfida per i costruttori è quindi trasformare un portafoglio ordini adeguato in risultati economici sostenibili, senza sottovalutare i rischi operativi e finanziari.
Dopo il PNRR, nuove opportunità tra riqualificazione ed edilizia privata
La fine della fase straordinaria degli investimenti legati al PNRR rappresenta uno dei passaggi più delicati per il comparto. Non tutte le imprese prevedono conseguenze negative, ma per una parte del settore sarà necessario ripensare il proprio posizionamento e diversificare le attività.
Tra le opportunità indicate emergono il mercato privato, l’efficientamento energetico degli edifici e la rigenerazione urbana. Ambiti nei quali competenze tecniche, capacità organizzativa e qualità dell’esecuzione possono fare la differenza.
Per i costruttori, anticipare questa transizione significa valutare per tempo nuovi segmenti di mercato, consolidare le relazioni con committenti e professionisti e investire in competenze che permettano di rispondere alle esigenze di un’edilizia sempre più specializzata.
Personale qualificato e tecnologia: le leve per competere
Il 38% delle imprese della filiera prevede nuove assunzioni entro la fine del 2026. La ricerca di personale, tuttavia, resta una criticità: trovare operai specializzati, tecnici e figure professionali adeguate non è sempre semplice.
In questo scenario, formazione e organizzazione diventano elementi strategici. Disporre di personale preparato significa migliorare la produttività, ridurre gli errori e affrontare il lavoro con maggiore attenzione alla qualità e alla sicurezza.
Anche la digitalizzazione può contribuire a rendere le imprese più competitive. Il 42% delle aziende intervistate dichiara di aver già introdotto l’intelligenza artificiale o di aver avviato progetti pilota. Cresce inoltre l’interesse per il BIM, metodologia che permette di gestire in modo integrato le informazioni relative a un’opera durante le diverse fasi del suo ciclo di vita.
Per le imprese edili, queste tecnologie possono offrire nuove possibilità per pianificare le attività, gestire la documentazione e migliorare il coordinamento tra le figure coinvolte. Il vantaggio, però, dipende dalla capacità di integrarle nei processi aziendali, evitando che restino strumenti utilizzati soltanto in via sperimentale.
Il futuro delle costruzioni si prepara oggi
I dati dell’Osservatorio SAIE-Nomisma restituiscono l’immagine di un settore che conserva fiducia, ma che deve prepararsi a una fase diversa da quella sostenuta dagli investimenti straordinari degli ultimi anni.
Per i costruttori, la competitività del futuro passerà dalla capacità di controllare i costi, attrarre e formare personale, adottare strumenti digitali e intercettare nuove opportunità nel mercato privato e nella riqualificazione del patrimonio edilizio.
Non sarà sufficiente lavorare di più: sarà necessario organizzare meglio l’impresa, proteggere i margini e investire sulle competenze.
È proprio in questa direzione che EdiliziaInAzienda vuole contribuire: offrire a costruttori, imprese edili e professionisti informazioni, strumenti e occasioni di confronto per affrontare con maggiore consapevolezza le trasformazioni del mercato e costruire nuove opportunità di crescita.


